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L’Aglio in Sicilia

Aglio maggiore – Allium nigrum L.

aglio maggioreL’Aglio maggiore o Allium nigrum L. è una specie molto diffusa nella zona mediterranea, poiché predilige soprattutto climi caldi e secchi. Si tratta di una pianta molto robusta, che può raggiungere anche un metro di lunghezza. L’aglio maggiore produce bulbi asimmetrici fino a 5 centimetri di diametro. Ogni pianta ha da tre a sei foglie, di forma lanceolata, piatte e ripiegate sul lato, che riescono a raggiungere anche i 60 centimetri di lunghezza e i 2,5 centimetri di diametro. Gli scapi sono lisci e rotondi in sezione trasversale, alti 80-100 centimetri. Lo scapo ha un’inflorescenza densa con fiori a forma di stella che possono arrivare ad una lunghezza massima di 9 millimetri di diametro; i tepali sono bianchi e con una venatura centrale verde; gli stami sono di colore viola o giallo. L’ovario è di colore nero, ma verde quando la pianta è più giovane. Fiorisce in tarda primavera e la sua fioritura si protrae per tutta l’estate. Preferisce campi e vigneti e può essere osservata fino a 1000 metri sul livello del mare.

Le cellule di questa pianta producono un amminoacido inodore, chiamato alliina, che a seguito della rottura del bulbo si converte in allicina, sostanza che si caratterizza per un odore molto pungente, tipico dell’aglio. Sembra che l’allicina sia efficace nella prevenzione dall’aterosclerosi, che venga impiegata contro i vermi intestinali e che abbia proprietà antiossidanti e antitrombotiche.

L’Allium nigrum viene coltivata come pianta ornamentale, grazie alla bellezza del suo fiore dai toni delicati ed è stata introdotta in diversi luoghi, come ad esempio negli Stati Uniti, in particolare nelle zone di Washington e dell’Oregon.
Caratterizza l’area del Mediterraneo, ed è possibile ritrovarlo in quasi tutte regioni dell’Italia, dove assume nomi diversi a seconda della zona in cui si trova: in Sicilia, ad esempio, in particolare nelle zone di Avola viene chiamata “cipudduzza” o “porrazzeddu”.

Aglio minuscolo – Allium chamaemoly L.

aglio minuscloloL’aglio minuscolo è una specie di aglio nativo della regione mediterranea e coltivata altrove per i suoi graziosi fiori e i potenti bulbi aromatici. Infatti, oltre all’area mediterranea è possibile trovarlo in Spagna, in Francia, in Corsica, a Malta, in Grecia, nei Balcani, in Algeria e in Marocco. In Italia è diffuso in quasi tutte le regioni centrali, a sud e sulle isole, eccezion fatta per la regione Umbria.

Si tratta di una piccola pianta che cresce da un bulbo sotto terra. Lo scapo è molto piccolo o completamente assente, in questo modo le umbelle si formano a livello del suolo. I tepali sono bianchi, di solito con una venatura viola al centro. Le foglie sono piatte ed erbose, spesso con lunghi peli bianchi. L’ovario è ovoboide e con stilo centrale intero. Il frutto si presenta sotto forma di capsula globosa e triloculata, con un diametro di 4 x 5 millimetri, mentre i semi sono della dimensione di 2 x 1,6 millimetri.

L’Allium chamaemoly, come quasi tutte le specie della famiglia Amaryllidaceae, contiene alliina che, a seguito della rottura dei bulbi si modifica in allicina, da cui deriva l’odore caratteristico e molto forte. Generalmente tutti i bulbi e fiori degli Allium sono commestibili e pare che abbiano anche proprietà curative.

Tra le zone in cui è possibile osservarlo, predilige prati incolti, radure e suoli sabbiosi, soprattutto litorali, ma è possibile trovarlo anche su rilievi fino a 500 metri sulla costa. Il suo periodo di fioritura va dal mese di dicembre fino al mese di marzo.
In base alle zone in cui si trova assume nomi diversi: in Sicilia, nella zona orientale, viene chiamato “agghiu di li maghi”, mentre in Toscana prende il nome di “fior bambagio”.

Aglio pelosetto – Allium subhirsutum L.

Aglio pelosettoL’aglio pelosetto o Allium subhirsutum l. è una specie vegetale diffusa in tutta la regione mediterranea dalla Spagna e dalle isole Canarie alla Turchia e alla Palestina ed in particolare in tutte le regioni dell’Italia del sud e sulla costa tirrenica. Generalmente cresce in campi incolti, pascoli, boschi, garighe, zone aride ed è possibile incontrarlo fino a 600 metri sul livello del mare.

L’ Allium subhirsutum è una pianta perenne, la cui altezza può variare dai 20 ai 50 centimetri di altezza. Ha un bulbo piccolo e ovoidale, avvolto da tuniche tendente al marrone, da cui generalmente ogni anno nascono fiori e foglie. Lo stelo è piccolo e cilindrico, al di sopra della base con 2-3 foglie lineari, allungate e larghe dai 4 ai 12 millimetri, morbide e ricoperte di peluria, caratteristica da cui deriva il nome volgare; raramente le foglie si presentano glabre.

L’inflorescenza, ombrelliforme, presenta dai 7 ai 44 fiori campanulati. I fiori sono di colore bianco e con petali di forma lanceolata. Gli stami hanno dei filamenti che si congiungono alla base dei petali e che misurano 3 x 0,5 millimetri. Il frutto, similmente alle piante precedenti, si presenta in una capsula con 3 logge, che ospitano 1 o 2 semi ciascuno. I semi sono di colore nero e i presentano senza eleosoma.

Come tutti i membri della famiglia, anche l’Aglio pelosetto contiene allicina, che pare sia utilizzata con scopi curativi, soprattutto per le sue proprietà antibatteriche. Inoltre, grazie ad altre sostanze come la garlicina, l’ajoene e l’alisina, ha capacità antibiotiche. Ancora, racchiude all’interno del suo bulbo vitamina A, B1, B2, C e PP.
La sua fioritura va dal mese di marzo a quello di maggio.

Aglio pendulo – Allium pendulinum Ten.

aglio penduloL’aglio pendulo è una pianta perenne conosciuta soprattutto nelle zone della Sardegna, della Sicilia, della Corsica, della Liguria, dell’Emilia-Romagna, ma anche in altre zone dell’Italia. È possibile trovarla in boschi, luoghi ombrosi, spesso ai margini delle strade, in luoghi umidi e fino a 100 metri al di sopra del livello del mare, sempre in zone ombrate.
L’Allium pendulinum arriva a raggiungere i 25 centimetri di altezza, ma di solito misura meno. Generalmente produce solo foglie, che si appassiscono prima del tempo della fioritura.
L’Aglio pendulo ha un bulbo di 8-10 millimetri, senza bulbilli ed è ricoperto da una tunica coriacea. Le foglie sono lineari e larghe dai 3 agli 8 millimetri; sono di colore verde, glabre e sovrastano i fiori. L’infiorescenza è ad ombrella con 15 fiori generalmente, inodori ma che se strofinati emanano il tipico odore di aglio. I tepali sono lanceolati, di colore bianco e con dei nervi che caratterizzano la parte esterna. I fiori sono ermafroditi e vengono impollinati da api e da insetti. La spata è caduca e a due valve. Il suo nome deriva dai caratteristici fiori e frutti penduli.

Viene spesso confuso con l’Allium triquetrum, che si differenzia per dimensioni più importanti e foglie più grandi, con una nervatura in ogni tepalo.

Sebbene non sia stata osservata alcuna menzione specifica degli usi medicinali per questa specie, i membri di questa famiglia sono generalmente considerati come un sano contributo alla dieta. Essi contengono composti di zolfo (che danno loro il sapore di aglio) e se aggiunti alla dieta in maniera regolare, contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, agiscono come tonico per il sistema digestivo e tonificano anche il sistema circolatorio.
Per quanto riguarda la coltivazione preferisce una posizione soleggiata in un terreno ben drenato e leggero.

Il suo periodo di fioritura va da aprile a giugno.

Aglio rosa – Allium roseum L.

Aglio rosaL’Aglio rosa è una pianta erbacea perenne e una specie commestibile, appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae. È nativa delle regioni del Mediterraneo e nelle vicinanze, con una gamma naturale che si estende dal Portogallo al Marocco, dalla Turchia alla Palestina. È coltivata ampiamente e si è naturalizzata in luoghi sparsi in altre regioni al di fuori della sua gamma naturale. È possibile trovarlo in zone incolte e aride come pendii, fino a 700 metri sul livello del mare.

L’Allium roseum cresce naturalmente a circa 46 centimetri di altezza e fiorisce dalla tarda primavera all’inizio dell’estate.

È una pianta perenne, che nasce da un bulbo ovoidale di 2 centimetri di diametro, dotato di diversi bulbilli bianchi e tuniche esterne scure. Le foglie, lucide, a lamina larga, spesso arrivano ad una lunghezza di 35 centimetri. L’infiorescenza, ad ombrella, è larga 7 centimetri ed è circondata da una spata persistente. Lo scapo è dritto e glabro. I fiori che raggiungono 1,2 centimetri di lunghezza hanno la forma campanulata e si presentano con sei tonalità rosa-lilla. Il frutto, che si presenta sotto forma di capsula, contiene semi neri.

L’Allium roseum fiorisce da aprile a maggio.

Anche l’aglio rosa sembra avere proprietà officinali ed è commestibile. Generalmente è impiegato le sue caratteristiche antibatteriche e antiossidante, ma viene utilizzato anche contro i mal di testa e i reumatismi. Il tubero viene raccolto all’inizio della stagione autunnale, mentre i bulbi vengono lasciati in loco, così da rivegetare nella stagione successiva. È da sempre utilizzato in cucina come condimento per insaporire diversi piatti e come ingrediente principale per diverse salse.

L’odore e il sapore del bulbo sono abbastanza potenti da mandare via gli scoiattoli dai giardini, dove sono state piantate come fiori a scopo ornamentale. Per questo motivo, sono adatti come piante di accompagnamento a tulipani e specie simili.

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Il Finocchio in Sicilia

Finocchio selvatico – Foeniculum vulgare

finocchio volgareIl Foeniculum vulgare, comunemente conosciuto come finocchio è una pianta medicinale e aromatica ben nota e importante, ampiamente utilizzata come carminativa, digestiva e diuretica e impiegata inoltre nel trattamento di disturbi respiratori e gastrointestinali. I suoi semi sono utilizzati come aromi in prodotti da forno, piatti di carne e pesce, gelati, bevande alcoliche e miscele di erbe. Fenoli, glicosidi fenolici e composti aromatici volatili come il trans-anetolo, l’estragolo e il fencone sono stati riportati come i principali fitocostituenti di questa specie.

Diversi esperimenti farmacologici in un certo numero di modelli in vitro e in vivo hanno dimostrato in modo convincente le capacità antifungine, antibatteriche, antiossidanti, antitrombotiche e epatoprotettive del finocchio, che presta così sostegno alla logica che sta dietro alcuni dei suoi usi terapeutici. I composti fenolici isolati del finocchio sono considerati responsabili della sua attività antiossidante, mentre i composti aromatici volatili lo rendono un ottimo agente aromatizzante.

Si tratta di una pianta biennale e aromatica appartenente alla famiglia delle Apiaceae (ombrellifere). È una pianta erbacea, perenne con fiori gialli. Cresce ad un’altezza che raggiunge i 2,5 metri, con steli vuoti. Le foglie crescono fino a 40 centimetri di lunghezza, sono di colore verde e durante l’estate producono dei piccoli fiori gialli caratteristici. Si riproduce attraverso il seme e per divisione dei cespi. È possibile trovarlo su terreni secchi, vicino alla costa del mare e sulle rive del fiume, in zone dal clima mediterraneo e caldo.

Molto diffuso è il suo utilizzo in cucina: i suoi semi vengono raccolti all’inizio della stagione autunnale, quando il fiore si trasforma in frutto e viene fatto essiccare.
Molto diffuso in Sicilia, il finocchio è spesso utilizzato in cucina e in alcuni piatti tradizionali come la pasta con le sarde palermitana, in cui viene considerato elemento indispensabile.

Finocchio marino – Crithmum maritimum

finocchio marinoIl Crithmum maritimum è una pianta perenne, appartenente alla famiglia delle ombrellifere ed ampiamente diffusa nelle zone del Mediterraneo, soprattutto vicino le coste. Fiorisce da giugno ad agosto, e i semi maturano da agosto a ottobre. I fiori sono ermafroditi e vengono impollinati da insetti. L’impianto è autofecondabile.

È possibile trovarlo in terreni sabbiosi ed aridi, anche se predilige un terreno ben drenato e può crescere in terreni nutrizionalmente poveri o molto alcalini e salini.

Si tratta di una pianta perenne con stelo verde e fiori giallo-verdi. Anche se questa specie si trova raramente lontana dal mare e cresce generalmente su scogliere ripide o spiagge sabbiose, si presta molto bene alla coltivazione e ad una varietà di terreni, grazie alle sue capacità adattive. Ha gambi ramificati robusti e scanalati, spesso legati alla base, ed è in grado, in ambienti idonei, di formare cespugli di oltre 50 centimetri di diametro.

Le foglie sono basali, pallide, bipennate o tripennate, formate da 1-2 centimetri di segmenti lanceolati e carnosi, simili a quelle di una pianta grassa, di colore verde. I fiori, presenti da luglio a settembre, sono piccoli, non superano i 2-4 millimetri, con petali bianchi o gialli, più raramente rosa e arrotondati. Il frutto è schizocarpo, ovoide e glabro. I semi, che spesso vengono trasportati dal mare, aspettano di trovare il posto giusto in cui germinare. Fiorisce durante l’estate e durante l’natesi la radice si degrada.

È coltivato negli orti, anche se le erbe possono essere infestanti e hanno bisogno di un controllo costante. Nel periodo estivo devono essere innaffiate, ma resistono bene a periodi di siccità.
Il Finocchio marino ha delle proprietà aromatiche, digestive, diuretiche, carminative, grazie al contenuto di beta-carotene, proteine e vitamina C.Le sue foglie vengono impiegate in cucina, soprattutto nel Sud-Italia, dove grazie al loro sapore molto salato e aromatico sono ideali per condire molte pietanze, come zuppe e minestre di legumi e verdure.

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La Ginestra in Sicilia

Ginestra fimminina – Genista aetnensis

ginestra fimminiaGinestra fimminina è il nome popolare con cui è conosciuta la ginestra tipica dell’area dell’Etna, la Genista aetnensis, appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Pianta endemica della Sardegna e della Sicilia, in particolare dell’area del vulcano Etna, è la pianta pioniera per eccellenza, colonizzatrice delle colate laviche sulle pendici del vulcano anche ad altitudini superiori ai 2000 metri sul livello del mare. La ginestra fimminina è nota per la sua alta adattabilità ai vari tipi di terreno e di clima, basti pensare che è in grado di resistere anche a temperature invernali fino ai -14 °C; inoltre, pur preferendo tipi di terreno sabbiosi o siccitosi, prolifera anche su terreni calcarei e ad esposizione solare sia piena che semi-ombrosa.

Dalle dimensioni imponenti, questo arbusto a portamento arboreo può raggiungere un’altezza tra i 5 e gli 8 metri e un’ampiezza di 4-8 metri quando al massimo del suo sviluppo, in un periodo che varia dai 15 ai 20 anni. L’aspetto è elegante, caratterizzato dalla presenza di numerosi rami lunghi e sinuosi. Le foglie, piccole e di forma lineare, cadono prima della fioritura. La fioritura è proprio ciò che rende famosa la Genista aetnensis: tra i mesi di maggio e giugno infatti una gran quantità di fiori a forma papilionacea e dal colore giallo acceso appare sui rami di questo arbusto.

I frutti della pianta sono dei legumi brunastri al cui interno si celano fino a cinque semi di forma lenticolare. Poiché endemica ed infestante, non è raro trovare vere e proprie foreste di ginestra anche in aree notoriamente non interessate dalla sua presenza. A questo proposito, in tempi recenti la Genista aetnensis ha conquistato anche le pendici del Vesuvio, famoso vulcano che si trova in Campania, dove si sta verificando una vera e propria sostituzione della flora autoctona.

Ginestra dei carbonai – Cytisus scoparius

ginestra carbonaiLa ginestra dei carbonai, o Cytisus scoparius, è un piccolo arbusto a fusto verde e foglie decidue della famiglia delle Fabaceae. Originaria dell’Europa meridionale e dell’Asia minore, è molto diffusa in Italia, in particolare nell’area alpina nordoccidentale, ed è conosciuta anche con il nome volgare di “scannabecco”. Questa pianta predilige i terreni collinari calcarei e assolati, ma è possibile trovarla anche su altri tipi di terreno: riesce infatti a proliferare anche in aree più aride e ad altitudini varie, dai 1300 metri fino al livello del mare. Le dimensioni medie di questo arbusto variano dai 60 centimetri al metro d’altezza, ma non è raro trovarne di dimensioni superiori, fino ai 2 o 3 metri.

La sua caratteristica peculiare è l’abbondante infiorescenza a racemo, con fiori a calice dai colori giallo-oro e la lunghezza di circa 3 centimetri. I frutti del Cytisus scoparius sono dei legumi appiattiti lunghi 4-5 centimetri di colore verde, al cui interno si trovano numerosi semi bruni e duri che vengono proiettati a maturità del frutto e mantengono la propria capacità di germinazione per lunghi periodi, fino ai 25 anni.

La ginestra dei carbonai deve il suo nome popolare al suo impiego da parte dei carbonai alpini: i suoi rami infatti sono scarsamente infiammabili e venivano frequentemente utilizzati nelle carbonaie come materiale isolante ed impermeabile durante il processo di trasformazione in carbone delle cataste di legna sottostanti. Possiede inoltre proprietà officinali e utilizzati nel campo medico.

La sua azione cardiotonica e diuretica deriva dalla presenza di numerosi principi attivi come la sparteina, impiegata specificamente contro le anomalie cardiache. Tuttavia, la sua tossicità media richiede che venga impiegata sempre sotto stretto controllo medico. Apprezzata per il suo profumo delicato e i suoi colori, in passato dalle sue radici venivano estratti filamenti che sostituivano altre fibre da cordame come la iuta e la canapa.
Fiorisce da maggio a luglio.

Ginestra odorosa – Spartium junceum L.

ginestra odorosaLa Ginestra odorosa o Spartium junceum è una specie di pianta fiorita appartenente alla famiglia delle Fabaceae. È la sola specie del genere Spartium, ma è strettamente connessa con le altre ginestre dei generi Cytisus e Genista. Questa specie è nativa del Mediterraneo nell’Europa meridionale, nell’Asia sud-occidentale e nell’Africa nord-occidentale, dove è possibile osservarla in siti soleggiati, di solito su terreni secchi e sabbiosi, in radure, terreni calcarei, ma si adatta bene ad ogni tipologia di terreno ed è possibile trovarla fino a 600 metri sulle Alpi e a 2.000 sull’Etna.

Si tratta di una pianta arbustiva, dall’altezza variante da 50 a 400 centimetri, con un fusto eretto e fibroso, ramificato. Le foglie sono lanceolate e picciolate, lunghe da 1 a 3 centimetri, glabre e di colore verde intenso. I fiori di colore giallo acceso, sono ermafroditi e papilionacei ed hanno un calice lungo 4 millimetri. Il frutto è un legume falciforme, glabro e di colore verde; contiene semi scuri, circa 15, che vengono espulsi quando deisce.

La Ginestra odorosa è stata ampiamente introdotta in altre aree ed è considerata come una specie invasiva nociva in luoghi con clima mediterraneo come le isole Canarie e Azzorre e il Sudafrica.
Fiorisce durante il periodo compreso tra maggio e luglio.

Viene utilizzata in diversi modi: dal suo fusto viene ricavata una fibra tessile per la creazione di tessuti, ma in particolar modo per la produzione di corde; viene ricavato un miele particolare e molto pregiato; il suo stelo è molto resistente e spesso viene utilizzato per legare vite e pomodori, fissandole ad un sostegno.
Pare che la Ginestra odorosa abbia anche proprietà diuretiche, ma il suo utilizzo viene vietato in questo senso a causa della sua tossicità.
È spesso coltivata come pianta ornamentale.

Ginestra spinosa – Calicotome spinosa

ginestra spinosaLa Ginestra spinosa, conosciuta anche con il nome di Sparzio spinoso è un arbusto molto spinoso e densamente ramificato, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, che può raggiungere i tre metri di altezza. Cresce nella regione del Mediterraneo occidentale su pendii soleggiati e su terreni secchi e rocciosi, ma si adatta bene ad ogni tipo di terreno. Si trova spesso in macchie ed è capace di colonizzare intere zone, grazie anche alla sua resistenza, che le permette di sopravvivere anche agli eventi atmosferici peggiori. È possibile osservarla in Spagna, Francia, Italia, Croazia e Algeria ed è stata introdotta in Nuova Zelanda. In Italia è molto diffusa nella zona alpina, nell’Appennino settentrionale e a sud della penisola. È possibile osservarlo in boschi cedui, prati, fino a 800 metri sul livello del mare.

Si presenta sotto forma di un arbusto perenne, con fusti eretti e con base legnosa. I rami appaiono avvolti da una peluria sericea. I fiori, ermafroditi, solitari, con calice a denti lanceolati, appaiono spesso uniti in piccole infiorescenze in racemo terminale. I frutti sono legumi dalla forma ovoidale, di 10 millimetri.

La Calicotome spinosa possiede delle proprietà cardiotoniche e diuretiche, comuni a tutta la famiglia, anche se le sue parti verdi possono causare vomito e diarrea e i suoi semi sono tossici. La sua azione benefica sul cuore è dovuta alla sparteina, che possiede proprietà cardiotoniche.

Questa pianta si riproduce da semi, che vengono espulsi quando i baccelli si aprono. I semi possono raggiungere anche distanze più lunghe grazie all’azione di animali, macchinari, acqua, terreno, prodotti agricoli. Viene spesso coltivata in vaso ed in giardini, grazie ai suoi fiori odorosi e di un colore giallo acceso e utilizzata per creare siepi difficili da oltrepassare a causa delle sue spine.

La sua fioritura si estende dal periodo di maggio a giugno.

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I Narcisi in Sicilia

Narciso autunnale – Narcissus serotinus L.

narciso autunnaleIl Narciso autunnale è una pianta bulbosa dell’altezza di 30 centimetri circa.
All’inizio dell’autunno possiamo osservare questa pianta in campi e cespugli in fiore, spesso accompagnati da altri geofiti fioriti in autunno (Merendera filifolia, Scilla automnalis), ma anche in posti aridi e sassosi. Si trovano generalmente nella zona mediterranea, a Sud della penisola italiana, nelle isole, nell’Arcipelago Toscano, in Lazio, ed in particolar modo nelle zone costiere fino a 900 metri sul livello del mare. Forma fiori con un profumo delicato, con tepali bianchi e una piccola corona gialla al centro. È molto simile, e spesso viene confuso con il Narcissus elegans, che è leggermente più piccolo rispetto al Narciso autunnale.

Il Narcissus serotinus ha un bulbo di forma ovoidale, di 3 centimetri di diametro, con tuniche scure che lo ricoprono quasi interamente, fino allo scapo. Le foglie sono molto sottili, giunchiformi e dal diametro di circa 2 millimetri. I fiori, che vanno da 1 a 3 (raramente sono di più), hanno un diametro di 3,4 centimetri. I petali, non più di 6, sono molto profumati. Lo stelo è rotondo e molto sottile ed è lungo circa 13 centimetri. Generalmente è di colore bianco o giallo.

La famiglia Amaryllidaceae è nota per la presenza di un gruppo esclusivo di alcaloidi con un’ampia gamma di attività biologiche.

Vengono spesso coltivate in vaso o nei giardini, grazie alla loro bellezza e anche perché non necessitano di molte cure durante la stagione invernale, periodo in cui, grazie alle caratteristiche del clima non necessitano nemmeno dell’innaffiatura. Può essere coltivata in tutte le zone climatiche temperate, in cui la temperatura non scende al di sotto dei 5 gradi.
Il suo nome è spesso stato associato alla leggenda di Narciso, ed è conosciuto fin dai tempi antichi per la sua bellezza, ma anche per la tossicità del suo bulbo.

Narciso marino – Pancratium maritimum L.

narciso marinoIl Narciso Marino, conosciuto anche con il nome di Giglio di mare, è una specie di pianta bulbosa alta dai 30 ai 50 centimetri, originaria di entrambi i lati della regione mediterranea e del Mar Nero, Portogallo, Marocco, sole Canarie, ad est fino alla Turchia, Siria, Israele e il Caucaso. Nella zona costiera meridionale bulgara e nel nord della Turchia è sotto minaccia di estinzione. È anche naturalizzata nella California meridionale, Bermuda e Azzorre.

Il Pancratium maritimum cresce sulle spiagge e sulle dune di sabbia costiere, spesso con gran parte delle foglie e dei lombi sepolti nella sabbia. L’epiteto specifico maritimum significa “del mare”.

È formato da un bulbo ovoide di 5-6 centimetri, con tuniche esterne scure. Le foglie, basali e di colore verde, a lamina lineare e a spirale spesso muoiono durante la stagione estiva. I fiori ermafroditi, sono di colore bianco. La paracolla si presenta con 6 lobi biforcati. I 6 stami si trovano tra i denti della paracolla. Il frutto si presenta come una capsula obovoide e contenenti molti semi. Il Pancratium maritimum viene impollinato da un lepidottero chiamato “la sfinge del convolvolo”, che visita il fiore solo quando la velocità del vento è inferiore a 2 metri al secondo.

Anche se la specie è impollinata in modo artificiale durante condizioni climatiche ventose, l’impollinazione non è efficace. Il Pancratium maritimum ha un pistillo più lungo degli stami e quindi non è in grado di autoimpollinarsi, per cui necessita di una impollinazione incrociata. I suoi semi, grazie alla protezione del pericarpo spugnoso, sono in grado di galleggiare sull’acqua, trovando così diffusione anche attraverso le correnti del mare.
Il suo periodo di fioritura va da agosto ad ottobre circa: le corolle sbocciano tra luglio e settembre ed emettono un profumo riconoscibile; ad ottobre compaiono i frutti.

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Il Papavero in Sicilia

Papavero comune – Papaver rhoeas

papavero comuneIl papavero comune, chiamato anche rosolaccio, è una pianta originaria delle aree del Mediterraneo orientale, da sempre storicamente associata all’agricoltura nel Vecchio Mondo. Pianta annuale ampiamente diffusa in Italia, in zone generalmente erbose, non è raro trovarla a bordo strada o vicino alle ferrovie, tanto da essere classificata come una pianta infestante. Il Papaver Rhoeas – come lo chiamavano Greci e Romani – appartiene alla famiglia delle Papaveracee, che includono all’incirca 450 specie.

Il Papavero è generalmente alto 80-90 centimetri ed è caratterizzato da un fusto peloso, che se tagliato causa la fuoriuscita di un liquido bianco. Le foglie sono verdi, così come il bocciolo, mentre il fiore è di colore rosso acceso e presenta spesso dei punti di colore nero al centro. Il fiore, inoltre, è ermafrodita e non ha nettare, prerogativa della famiglia, ma viene comunque impollinato dagli insetti che vengono richiamati dal colore rosso acceso. I petali sono soffici e delicati e fanno da cornice ad un fiore grande, solitario, che va da 50 a 100 millimetri di diametro. Lo stelo è generalmente ricoperto di peli, a differenza delle capsule: senza peli, obovoidi e con uno stigma largo almeno quanto la capsula. Generalmente, la pianta, fiorisce nel periodo tra la primavera e l’estate.

Il papavero comune viene impiegato in diversi campi, soprattutto come rimedio naturale, grazie ad alcune proprietà emollienti, sedative, espettoranti e antispasmodiche. Per questo i suoi petali essiccati naturalmente, hanno un effetto leggermente narcotico e i decotti vengono tutt’ora utilizzati sfruttandone l’effetto sedativo, la cui responsabile è la rhoedina. Il papavero comune contiene inoltre la protoptina, la reagenina, la rearubina, l’isoreadina, amido, sali di potassio, resine, antociani e mucillagini. I suoi semi neri sono anche commestibili e vengono spesso consumati sul pane.

Il Papavero assume nomi diversi in base ai luoghi geografici in cui si trova: in Sicilia viene chiamato Paparina, ma può assumere nomi completamente diversi, come nel caso di alcune aree della Lombardia, dove è conosciuto come Garusola o Garoesola.

Papavero Spinoso – Papaver Hybridum

papavero spinosoIl Papavero Spinoso o Papaver Hybridum è una pianta annuale, simile al papavero comune, ma con petali più piccoli e di colore rosso più pallido. La pianta di un anno raggiunge altezze che vanno da 15 a 50 centimetri, raramente arrivano fino ai 60 centimetri. L’intera pianta muore con la maturazione dei semi. Il gambo scarsamente ramificato è in posizione verticale ed è ricoperto di peli bianchi e bruni spesso dallo spessore che varia da 1 a 1,5 millimetri. Il germoglio del fiore è relativamente grande e di solito varia dagli 8 ai 12 millimetri di lunghezza e dai 6 agli 8 di larghezza. Le foglie sono basali bipennate e con lobi larghi 10 millimetri.

Il fiore è solitario e varia dai 3 ai 4 centimetri di diametro. I petali sono subrotondi e la lunghezza varia dai 15 ai 20 centimetri. Come il Papavero comune il fiore è di colore rossastro e con delle macchie nere in centro. La capsula ovoide è composta da carpelli uniti alla base e la lunghezza varia dai 10 ai 15 millimetri. Il Papaver Hybridum ha moltissimi semi la cui grandezza va dai 0,5 ai 0,6 millimetri.

L’impollinazione viene effettuata da insetti o grazie all’autoimpollinazione dei fiori ermafroditi all’interno del germoglio stesso. Questa specie si affida alla diffusione del vento dei semi, che sono molto lunghi e germinano nel periodo che va da ottobre a dicembre e da marzo ad aprile. Fiorisce tra maggio e giugno.

Generalmente cresce su terreni calcarei e terreni argillosi, nelle colture di cereali, più raramente anche su macerie e aree agricole. La pianta è ampiamente diffusa in Europa e in quasi tutte le regioni italiane; in base all’area geografica assumono nomi diversi, derivanti dai dialetti locali. In Sicilia viene generalmente chiamata Paparinicchia sarvaggia; nell’area dell’Etna viene comunemente chiamata Paparinedda; nelle zone di Avola si chiama Paparinedda spinusa.

Papavero Cornuto – Glacium Flavum

papavero cornutoIl Papavero Cornuto, conosciuto anche come Papavero delle sabbie o delle dune, è una pianta perenne, alta dai 20 ai 30 centimetri, di origine mediterranea e diffusa soprattutto nelle zone costiere, fino a 200 metri sul livello del mare. Appartenente alla famiglia delle Papaveracee, presenta un fusto eretto e ramoso, foglie basali, pennatosette, sono ricoperte di una peluria bianca e con i margini irregolari.

I sepali, i petali e gli stami hanno una struttura simile a quella del Papavero comune (Papaver rhoeas) eccetto i sepali, che non sono pelosi. Il fiore solitario ed ermafrodita, ha un diametro che va dai 4 ai 7 centimetri e una corolla a cui sono attaccati 4 petali obovati e di colore giallo. Una grande quantità di semi sono detenuti in un frutto distintivo a forma di corno, da cui deriva il nome comune, di una lunghezza che va dai 15 ai 30 centimetri.

La Glaucina è l’alcaloide principale del Glaucium Flavum. La Glaucina ha effetti antinfiammatori e broncodilatatori, che agiscono come inibitori del PDE4 e viene utilizzato in alcuni paesi come rimedio contro la tosse. La Glaucina può produrre effetti collaterali come la sedazione, l’affaticamento e un effetto allucinogeno, caratterizzato da immagini visive colorate.

Il suo periodo di fioritura va da maggio a settembre. La pianta cresce sulla riva del mare ed è raro trovarla nell’entroterra. Oltre che sulla zona costiera, cresce, generalmente, in maniera spontanea, su terreni abbandonati e nelle zone caratterizzate da un clima marino, ma è anche possibile coltivarlo in casa, in quanto resistente a diverse temperature. Tutte le parti della pianta, compresi i semi, sono tossici.

Anche il Papavero Cornuto viene chiamato in modi differenti a seconda delle zone geografiche: in Sicilia, nelle zone etnee viene chiamato Papaviru curnutu, mentre nelle zone del modicano è noto con il nome di Vialora.

Papavero Setoloso – Papaver Setigerum

Il Papavero Setoloso è una pianta annuale erbacea appartenente alla famiglia delle Papaveraceae. Ha un rivestimento setoso e raggiunge l’altezza di 80 centimetri. Questa pianta è strettamente connessa e talvolta trattata come una sotto-specie del papavero da oppio (Papaver somniferum). Infatti produce una piccola quantità di alcaloidi di morfina. Tuttavia, il Papaver somniferum è diploide (n = 11), mentre il Papaver Setigerum è tetraploide (n = 22) con due volte il numero di cromosomi. Si tratta di un alcaloide con proprietà narcotiche ed è utilizzato nel campo della medicina come antidolorifico.

L’altezza del Papavero Setoloso varia dai 20 agli 80 centimetri. Il gambo è eretto e le foglie sono semplici, oblunghe, quelle inferiori sono sessili, profondamente lobate e dentate, quelle superiori poco peduncolate. I fiori all’apice dello stelo sono ermafroditi, attinomorfi e vanno dai 4 ai 10 centimetri di diametro. La corolla forma una sorta di tazza con quattro petali rosa tendente al viola e con una macchia viola scuro alla base.

Ha diversi stami con filamenti scuri che finiscono con le antere gialle. I frutti sono capsule glabre da 2 a 3 centimetri, subglobose, deiscenti per fori che si trovano al di sotto del disco apicale. I semi sono a forma di rene e sono larghi circa 1 millimetro. È una pianta officinale, ma i suoi principi vengono utilizzati sotto stretto controllo medico, in quanto possono essere velenosi. La fioritura avviene da maggio a giugno.
Il Papavero Setoloso cresce spontaneamente nella zona del Mediterraneo, soprattutto in Sud-Europa, quindi in Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia.

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Il Vilucchio in Sicilia

Vilucchio rosso – Convolvulus althaeoides

il vilucchio rossoLa Convolvulus althaeoides è una pianta perenne peloso-ispida, che può raggiungere una lunghezza di 60 centimetri, originaria del bacino del Mediterraneo, ma che è possibile trovare occasionalmente in altre aree con un clima simile, come per esempio in alcune aree degli Stati Uniti – California – dove è stato introdotto.

Appartenente alla famiglia delle Convolvulaceae, cresce spesso in campi incolti, pascoli, sui bordi stradali, in radure, fino a 600 metri sul livello del mare, ma per la sua particolare forma e bellezza viene anche coltivata come rampicante nei giardini. Si tratta di una pianta rampicante, con fiori solitari su lunghi peduncoli. Il fiore è di colore rosa e si presenta a forma di imbuto largo 3 o 4 centimetri; la sera si chiude. Le foglie picciolate, spesso pennate, si dividono in superiori divise in lacinie irregolari ed inferiori da ovali a subtriangolari. Il fiore, solitario o appaiato, si trova su peduncoli della grandezza di 6 centimetri.

La capsula è glabra ed ha una forma convessa concava, rotonda e tetragonale, molto rugosa su entrambi i lati del setto mediano; quest’ultimo ha un’apertura ovoidale centrale. Il frutto è una capsula tetrasperma mono o binoculare, dal diametro di 5-6 millimetri. L’impollinazione è perpetrata da api, farfalle ed insetti. È una pianta che tende a diventare invadente, per cui sarebbe meglio coltivarla in vaso, dove da migliori risultati se posta in un terreno umido, ma ben drenato ed esposto al sole.

Della specie a cui appartiene – Convolvulus – fanno parte più di 250 specie, che è possibile trovare nelle zone temperate. Il Vilucchio Rosso contiene amido, gomme, resine e si pensa abbia effetti lassativi. Ha qualche utilizzo in cucina, ma generalmente viene poco usata, in quanto è una specie che può essere tossica.

È possibile ammirare questa pianta tra i mesi di aprile e giugno.

Vilucchio maggiore – Calystegia sylvatica

La Calystegia silvatica è una specie di pianta erbacea, lianosa, appartenente alla famiglia delle Convolvulaceae. Conosciuta con il nome comune di Vilucchio maggiore, è una pianta rampicante o strisciante, la cui lunghezza varia, da 0,5 a 2 metri. Nonostante la bellezza del suo fiore, si tratta di una fioritura senza profumo, caratteristica che ha dato vita ad una serie di leggende molto diffuse, anche in epoca romana.il vilucchio maggiore
Ha grandi foglie a forma di freccia, provviste di picciolo e con una lamina astata che arriva fino a 12 centimetri di lunghezza. I fiori bianchi, che raggiungono i 9 centimetri di diametro, campanulati e imbutiformi, crescono su peduncoli lunghi. La corolla è di solito bianca e molto raramente rosa pallida, con lobi che sono molto superficiali e poco visibili.

I cinque stami sono lunghi 3 centimetri, con filamenti che sopportano i peli ghiandolari lungo la metà inferiore. Il frutto è una capsula sferica e glabra. È considerata come un’erbaccia in alcune aree dove è sfuggita alla coltivazione e si è trasformata in una pianta selvatica.

Si diffonde facilmente grazie ai rizomi resistenti, sotterranei che ogni anno emettono radici e fusti. È una pianta originaria dell’Europa meridionale e molto diffusa nel Sud-Italia, ma è stata introdotta in molte altre zone, incluso Nord-America ed Australia, diventando una pianta ornamentale nei giardini, grazie anche alla facilità con cui si arrampica a siepi e recinzioni.

Il Vilucchio maggiore è un fiore molto resistente e presente in molte regioni d’Italia, soprattutto nell’Isola di Capri, in Sardegna ed in Sicilia.

Vilucchio comune

Il Vilucchio comune è una pianta erbacea perenne, con un rizoma molto fragile, ma con delle radici molto forti e resistenti, che permettono alla pianta di ricrescere anche con un piccolissimo frammento. Cresce generalmente su prati, terreni incolti, sul bordo delle strade e terreni argillosi, e si può trovare fino a 1500 metri sul livello del mare.

Le foglie picciolate sono disposte a spirale, lineari a forma di freccia, lunghe dai 2 ai 5 centimetri e alternate, quelle superiori, più piccole sono lanceolate. I fiori sono a forma di tromba, con un diametro che varia da 1-2 a 5 centimetri, di colore rosa pallido o bianco, con cinque strisce radiali rosa leggermente scure. La fioritura avviene a metà estate.

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I frutti sono capsule globose glabre e di colore marrone chiaro, larghi 0,3 centimetri. Ogni frutto contiene quasi sempre 4 semi che vengono mangiati dagli uccelli e possono rimanere vitali nel terreno per decenni. Sebbene produca fiori attraenti, spesso è sgradita nei giardini a causa della sua rapida crescita e del conseguente soffocamento di altre piante coltivate.

È una specie ritenuta invasiva e spesso invade i campi agricoli, riducendo talvolta i raccolti e può ridurre anche la biodiversità di alcune aree. È molto difficile da sradicare perché i semi rimangono vitali nel terreno fino a 20 anni. Una pianta può produrre fino a 500 semi. Il suo complesso sistema radicale fa si che memorizzi i carboidrati e le proteine, così da germogliare ripetutamente da frammenti e rizomi a seguito della rimozione della crescita a terra.

Il Vilucchio contiene glucosidi di resina, tannini, flavonoidi, amico e zuccheri cristallizzabili ed ha proprietà diuretiche e lassative, per questo motivo è generalmente utilizzato in casi di stipsi cronica ed è in grado di purificare il fegato e l’intestino. Generalmente, è possibile osservare il Vilucchio comune tra aprile ed ottobre.