Il Verbasco In Sicilia

Il genere Verbascum L. (Scrophulariaceae) è un genere molto diffuso della famiglia delle Scrophulariaceae. Il genere è rappresentato da 233 specie, molte delle quali endemiche. Molti impieghi interni ed esterni delle foglie e dei fiori di diverse specie di Verbasco L. sono stati documentati in molte società in Europa, Asia, Africa e Nord America. Queste specie sono state utilizzate nella medicina popolare tradizionale per secoli per il trattamento di una vasta gamma di disturbi umani, tra cui bronchite, tubercolosi, asma, e diversi tipi di infezioni. Le specie di verbasco contengono composti biologicamente attivi, quali gli iridoidi, le saponine, i flavonoidi, i feniletanoidi e i glicosidi neolignani.

La pianta del Verbasco è associata all’elemento del fuoco, a Ulisse e ai pianeti Saturno e Giove. Il verbasco è presente anche nell’antico poema epico dell’Odissea, attribuito al poeta greco Omero. Si narra che Ulisse, per proteggersi dalla maga Circe, portò con sé una piccola foglia di Verbasco.

Il Verbasco a Candelabro

Il Verbasco a CandelabroIl Verbascum pulverulentum, detto anche “verbasco a candelabro” è una pianta biennale che cresce fino ad un’altezza massima che si aggira sui 150-160 centimetri.

La sua fioritura va da luglio ad agosto e i semi maturano da agosto a settembre. Si tratta di una specie ermafrodita (possiede infatti sia organi maschili che femminili) e viene impollinata da mosche, lepidotteri, autoctoni.

Adatta a terreni leggeri (sabbiosi), medi e pesanti (argillosi) e predilige terreni ben drenati. Il pH adatto si trova in: terreni acidi, neutri e basici (alcalini) e può svilupparsi anche in terreni molto alcalini.

Predilige posizioni colpite dai raggi del sole e non cresce all’ombra. Il terreno più adatto per la coltivazione può ben essere terriccio comune da giardino, anche calcareo, e in genere asciutto o umido.

Il Verbasco polline

Il Verbasco polline, invece, è il nome con cui viene comunemente indicato il Verbascum blattaria. L’etimologia del nome non è certa, ma sembra trarre origine dal termine latino “blatta”, proprio perché ricordava nella forma una blatta o uno scarafaggio. Un altro elemento a favore di questa tesi deriva dalle sue presunte proprietà insetticida. La pianta infatti contiene principi tossici, in particolare i semi contengono saponine.

Curiosamente, esistono anche numerose forme dialettali con cui viene chiamata questa pianta. Il riferimento agli insetti è molto presente in particolare in Sicilia: dal “bittonica sarvaggia” del palermitano ai più comuni “brattaria” e “erva di vermi”. Il verbasco polline è una specie presente in tutte le regioni italiane ad eccezione della Val d’Aosta. Cresce un po’ ovunque: è possibile infatti osservarla in molteplici luoghi, dalle vegetazioni ruderali alle scarpate, dai bordi delle strade fino alle aiuole spartitraffico. I terreni più adatti per il verbasco polline sono suoli argillosi e limosi, moderatamente aridi, ricchi di carbonati e composti azotati. In genere non viene osservata in terreni la cui altitudine supera gli 800 metri sul livello del mare.

Questa pianta erbacea biennale è scarsamente ramificata e la sua altezza oscilla tra i 45 e i 90 cm. Il fusto centrale è robusto, nervato, e di solito glabro quando in infiorescenza. Durante il primo anno, le foglie basali formano una rosetta di circa 12-20 centimetri.

Durante il secondo anno, questa specie si avvita verso l’alto con foglie alternate lungo i fusti. Le foglie hanno margini grossolanamente merlati o dentati, e sono lunghe circa 12 cm, diventando sempre più piccole man mano che si approssimano agli steli. I fiori hanno un diametro di circa 2 centimetri, e sono composti da 5 petali, 5 stami, un calice peloso verde con 5 lobi ellittico-lanceolati, e un unico pistillo. I petali sono bianchi o gialli, e spesso hanno sfumature rosa porpora o marrone verdastro sulla superficie rivolta verso il calice. Il periodo di fioritura dura due mesi e ha luogo nel periodo tra maggio e agosto. Ogni fiore viene poi sostituito da una capsula globoidale contenente numerosi semi.

Il Verbasco Sinuato

Specie nota con il nome di “verbasco sinuato” o “verbasco sinuoso”, il Verbascum sinuatum è una pianta erbacea a ciclo biennale o perenne, molto resistente e robusta. Le sue origini euromediterranee ne fanno una pianta molto comune in tutto il territorio italiano.

Il suo habitat è molto vario, non è raro infatti vederne molti esemplari ai bordi delle strade o presso terreni incolti e ruderi. I fusti eretti e ramosi possono addirittura superare l’altezza di un metro. Le foglie generalmente hanno una disposizione a spirale.

Spesso molto pelose, le foglie superiori sono ovato-acuminate, e generalmente più o meno lobate o partite. La fioritura avviene tra i mesi di maggio e agosto. I suoi fiori sono di colore giallo con stami violetto, e sono brevemente peduncolati. I frutti si presentano come capsule tomentose e mucronate, e si fendono nel momento del rilascio dei semi.

Il primo a classificare questa specie fu lo scienziato svedese Carl von Linné, conosciuto in Italia con il nome di Linneo. Tuttavia, troviamo testimonianze anche nella letteratura, e in particolare nel romanticismo ottocentesco italiano.
Il “tasso barbasso” infatti viene citato ne “I promessi sposi” da Alessandro Manzoni, indicato come una “erbaccia” fra le moltitudini di piante infestanti che avevano invaso la villa, ormai trascurata, di Renzo Tramaglino.

Nonostante sia stata ingenerosamente definita come un “erbaccia” da molti scrittori, questa pianta contiene moltissime sostanze utili. I semi, infatti, contengono rotenone e cumarina. Il fusto è ricco di principi attivi quali i flavonoidi, l’esperidina, la mucillagine, i fitosterole, glucosidi e saponine. Infine, i fiori contengono un olio essenziale composto da acido caffeico, acido protocatechico e acido ferulico.

Grazie alle proprietà astringenti, antispasmodiche, diaforetiche ed emollienti, in passato questa pianta veniva largamente impiegata come medicamento naturale nei trattamenti contro le emorroidi, contro la gotta, contro l’asma e altri disturbi respiratori. Viene utilizzata anche ai nostri giorni: in particolare, infusi di foglie e fiori di verbasco sinuato vengono somministrati come anti tosse ed espettoranti nei casi di faringiti e bronchiti.