Ciao a tutti, sono Gabriella Mazzanti. Ho creato Fiori Blu di Sicilia per condividere con voi la mia passione per la flora e vegetazione della Sicilia.
Perché un sito dedicato ai fiori siciliani? Beh avete mai provato a cercare flora siciliana su Google?
Da dove iniziare? Beh anzitutto nel chiedervi aiuto!
Fiori Blu di Sicilia vuole diventare la tua guida alla flora siciliana, ma ovviamente questo è un grosso progetto che richiederà molto tempo, quindi, per ora, vi prego di considerare questo sito come “in allestimento”.
Se volete contribuire degli articoli ve ne sarei molto grata, mandateli attraverso il contact form e li pubblicherò al più presto.

Per prima cosa vorrei portarvi in un viaggio immaginario all’insegna del colore, e per non essere banale ho scelto il giallo (il blu mi sembrava un po’ troppo scontato).
Nel nostro viaggio da Lipari all’Etna passando per l’area del palermitano, vi mostrerò alcune piante tipiche siciliane e fiori tipici siciliani.

L’arcipelago delle Eolie e quei fantastici piccoli fiori gialli

le eolieIniziamo quindi con lo splendido Citiso delle Eolie. Il Citiso delle Eolie, il cui nome scientifico è Cytisus aeolicus, fa parte della famiglia delle leguminose ed è una tipica pianta siciliana con piccoli fiori gialli. Mentre le dimensioni degli esemplari appartenenti alle altre specie appartenenti al genere Cytisus sono di tipo arbustivo, il Citiso delle Eolie può addirittura raggiungere l’altezza di 8-9 metri.

Un picciolo lungo dai 12 ai 18 mm regge le foglie, tipiche per la loro forma trifogliata e la caratteristica villosità su entrambe le facce. I fiori hanno corolle di colore giallo e sono riuniti in gruppi da 5 a 9. I frutti del Citiso sono dei legumi glabri e di colore scuro, lunghi dai 5 ai 7 cm ed acuminati sulla parte apicale. Gli habitat migliori in cui essa prospera sono sabbioni e rupi d’origine vulcanica, ma non è raro trovarne degli esemplari anche in aree antropizzate sotto forma di alberi ornamentali o siepi. Già durante la presenza greca in Sicilia, questa specie era una nota pianta foraggera.
il citisio giallo
Inoltre, è stato fatto un utilizzo intensivo di questa pianta per ottenerne legna da ardere e attrezzi per l’agricoltura, o semplicemente estirpata per lasciare spazio ad altre colture. Il Cytisus aeolicus cresce esclusivamente sulle isole di Stromboli, Vulcano e Alicudi. Tuttavia, il ritrovamento di alcune foglie fossili presso il lago di Timpone Pataso di Lipari suggerisce la possibilità che nel passato fosse presente in tutto l’arcipelago delle Eolie.

Il Citiso delle Eolie purtroppo è una delle piante siciliane a rischio di estinzione. È infatti inserita tra le specie la cui salvaguardia è stata definita come “prioritaria” dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE dell’Unione Europea, e inserita nel progetto “Eolife99” di LIFE-Natura, che è lo strumento finanziario messo a punto dall’Unione Europea per sostenere i progetti a difesa dell’ambiente e della conservazione dei territori dell’Unione. Tuttavia, permangono le criticità riguardo il numero degli esemplari di questa specie in habitat rupestri: l’isola di Stromboli vanta il maggior numero di esemplari: 500 unità. A seguire, la specie è presente con 150 unità circa sull’isola di Vulcano, in particolare nelle aree esterne dei terreni agricoli, e spesso utilizzata dagli agricoltori come siepe o pianta ornamentale. Per finire, ad Alicudi è stato possibile osservare solo 30 esemplari di Citiso.

Sua Maestà l’Etna e la Ginestra Leopardiana

l'etnaContinuiamo il nostro viaggio e spostiamoci più a sud, verso sua maestà: il vulcano Etna. Qui, tra il grigio del paesaggio lunare del questo gigante buono spicca il giallo tipico della ginestra.

La Genista aetnensis è una delle specie di ginestra più grandi per dimensione: può infatti raggiungere i 10 metri d’altezza. Grazie ai rami sottili e cadenti, e al tipico portamento leggero, ad alberello o a cespuglio, la ginestra è una specie particolarmente scenografica, in particolare quando i suoi caratteristici fiori gialli ne riempiono le fronde. Presente a carattere endemico solo nelle regioni Sicilia, Sardegna e Calabria, la ginestra è stata recentemente introdotta anche sulle pendici del Vesuvio nell’ambito di un’opera di rimboschimento, non senza conseguenze negative per la flora esistente.
La ginestra dell'etna
È considerata come uno dei fiori di Sicilia più tipici, anche perché risulta indubbiamente suggestivo l’impatto visivo offerto dalle ginestre che si abbarbicano sul vulcano. La presenza più numerosa di ginestre si trova sulle pendici dell’Etna, da cui appunto trae il suo nome. Il periodo della fioritura della ginestra coincide con il mese di giugno. Il profumo intenso inebria l’ambiente circostante, e il giallo acceso dei suoi fiori crea un contrasto delizioso con il nero delle colate laviche.
La Genista aetnensis è presente sia in aree dal clima mediterraneo sia in aree dal clima più continentale.

Non è raro infatti notare la presenza della Genista aetnensis anche ad altitudini elevate. Ciò è frutto della sua necessità di una prolungata esposizione solare e della sua grande resistenza in un range di temperature molto ampio: da temperature molto basse, fino ai -10 °C, a temperature molto alte, fino ai 35 °C. Predilige terreni neutri e subacidi, ma è in grado di adattarsi a suoli dal pH anche molto diverso.

Come le altre Fabaceae, l’azione azoto-fissatrice incrementa la presenza di composti azotati, utili per la vegetazione, nel terreno. Inoltre, svolge un ruolo di ricolonizzatrice di terreni integri e compatti, come il terreno delle colate laviche, grazie all’azione delle sue radici, le quali frantumano lentamente la roccia lavica sottostante e depositano grandi quantità di lettiera sulle quali altre specie, non pioniere, possono insediarsi, favorendone la crescita.

Il finucchieddu Selvatico, il vero profumo della flora siciliana

Il Foeniculum vulgare, chiamato finocchietto selvatico, è una pianta aromatica appartenente alle Umbelliferae e che rientra tra le piante spontanee siciliane. Originario dell’area mediterranea, il finocchio selvatico, meglio noto col nomignolo di finocchietto selvatico, è diffusissimo in particolare nelle aree costiere del sud dell’Italia. La sua storia è molto antica. Viene infatti menzionato in alcuni antichi testi egizi, ed era ben noto anche ai Greci. Ma fu solo con i Romani che questa specie si diffuse in ogni parte d’Europa.

Questa pianta rustica a ciclo perenne o biennale, può raggiungere i 2 metri di altezza e un diametro di oltre mezzo metro. Molto caratteristiche sono le foglie, molto aromatiche e di colore verde. La fioritura avviene durante il periodo estivo, e i suoi piccoli fiori di colore giallo sono raccolti in infiorescenze da 13 a 15 unità. I frutti, spesso erroneamente chiamati “semi”, sono di colore grigio o marrone e anch’essi aromatici. Il finocchietto selvatico preferisce terreni molto assolati e lunghe esposizioni solari.

il finocchio selvaticoTuttavia, essendo una specie completamente rustica, è in grado di resistere a temperature molto rigide, anche al di sotto dello zero. Famoso per le sue proprietà aromatiche, soprattutto per i suoi vari utilizzi in cucina, già solo nominandolo infatti viene in mente l’aroma tipico della pasta con le sarde, piatto tipico del palermitano e del catanese. Inoltre, è ottimo anche per insaporire piatti a base di legumi, insalate di pesce e di pomodorini.
Nel ragusano viene spesso usato per condire il macco di fave, pietanza tipica dell’area iblea. Per finire, in Sicilia i semi di finocchietto vengono aggiunti all’impasto della salsiccia per ottenere la tipica “sasizza cunzata, ovvero la salsiccia condita. Pare che i suoi semi abbiano anche effetti allucinogeni!

I suoi utilizzi in campo gastronomico risalgono già al periodo dell’antica Roma, ma con fini diversi. I Romani infatti utilizzavano spesso i frutti del Foeniculum vulgare per trattare alimenti non freschissimi o di scarsa qualità. In particolare, veniva impiegato per ridurre il cattivo odore e sapore del vino difettoso, e proprio da questo antico utilizzo sembra trarre origine il detto “non farsi infinocchiare”, invito fatto ai meno esperti in fatto di vino che si apprestavano ad acquistarlo.

Ma il finocchietto selvatico non è solo un condimento. Già nell’antichità a questa pianta venivano attribuite virtù antidotiche. Le sue potenti proprietà depurative ed antispasmodiche hanno un effetto digestivo e carminativo, aiutando l’espulsione dei gas intestinali, e pertanto sono utilissime per alleviare coliche e dolori addominali, che affliggono spesso i bambini molto piccoli d’età e in particolare i neonati ai primi mesi di vita.

Inoltre, è favorisce una corretta funzionalità epatica e riduce nausea e vomito. L’aspetto di questa pianta può rappresentare benissimo la flora spontanea siciliana, in quanto si tratta proprio di una pianta che è possibile trovare ovunque sul suolo siciliano. Inoltre, ponendosi all’interno di una grande tradizione di nomi di fiori in siciliano, viene chiamato in molti dialetti siculi “finucchieddu” o “finocchieddu”.

La Borracina In Sicilia

Il Sedum, detto anche “borracina”, è un genere vastissimo. Originario dell’emisfero boreale, al genere Sedum appartengono circa 500 specie: dai tappezzanti alti poco più che alcuni centimetri, diffusi nell’area alpina, ai piccoli arbusti tipici dell’Africa centrale. Il Sedum fa parte delle crassulaceae e come molte altre crassule, le varie specie di borracina sviluppano foglie di piccole dimensioni, a spatola o di forma cilindrica, succulente, dai colori verde, giallo, azzurro o rossastro. Nella maggior parte dei casi queste piante sono coltivabili in giardino e non temono il freddo. La parte aerea generalmente dissecca durante l’inverno per poi rigermogliare in primavera. Molto diffuse naturalmente anche in Italia, alcune specie di Sedum necessitano di così poche risorse che possono svilupparsi anche tra le crepe di vecchi muri. Le piante succulente infatti si sono evolute grazie alla loro capacità di immagazzinare grandi quantità d’acqua nei loro tessuti, e per questo motivo riescono a sopravvivere…

Il Verbasco In Sicilia

Il genere Verbascum L. (Scrophulariaceae) è un genere molto diffuso della famiglia delle Scrophulariaceae. Il genere è rappresentato da 233 specie, molte delle quali endemiche. Molti impieghi interni ed esterni delle foglie e dei fiori di diverse specie di Verbasco L. sono stati documentati in molte società in Europa, Asia, Africa e Nord America. Queste specie sono state utilizzate nella medicina popolare tradizionale per secoli per il trattamento di una vasta gamma di disturbi umani, tra cui bronchite, tubercolosi, asma, e diversi tipi di infezioni. Le specie di verbasco contengono composti biologicamente attivi, quali gli iridoidi, le saponine, i flavonoidi, i feniletanoidi e i glicosidi neolignani. La pianta del Verbasco è associata all’elemento del fuoco, a Ulisse e ai pianeti Saturno e Giove. Il verbasco è presente anche nell’antico poema epico dell’Odissea, attribuito al poeta greco Omero. Si narra che Ulisse, per proteggersi dalla maga Circe, portò con sé una…

L’Aglio in Sicilia

aglio siciliano

Aglio maggiore – Allium nigrum L. L’Aglio maggiore o Allium nigrum L. è una specie molto diffusa nella zona mediterranea, poiché predilige soprattutto climi caldi e secchi. Si tratta di una pianta molto robusta, che può raggiungere anche un metro di lunghezza. L’aglio maggiore produce bulbi asimmetrici fino a 5 centimetri di diametro. Ogni pianta ha da tre a sei foglie, di forma lanceolata, piatte e ripiegate sul lato, che riescono a raggiungere anche i 60 centimetri di lunghezza e i 2,5 centimetri di diametro. Gli scapi sono lisci e rotondi in sezione trasversale, alti 80-100 centimetri. Lo scapo ha un’inflorescenza densa con fiori a forma di stella che possono arrivare ad una lunghezza massima di 9 millimetri di diametro; i tepali sono bianchi e con una venatura centrale verde; gli stami sono di colore viola o giallo. L’ovario è di colore nero, ma verde quando la pianta è più…

Il Finocchio in Sicilia

finocchio feature

Finocchio selvatico – Foeniculum vulgare Il Foeniculum vulgare, comunemente conosciuto come finocchio è una pianta medicinale e aromatica ben nota e importante, ampiamente utilizzata come carminativa, digestiva e diuretica e impiegata inoltre nel trattamento di disturbi respiratori e gastrointestinali. I suoi semi sono utilizzati come aromi in prodotti da forno, piatti di carne e pesce, gelati, bevande alcoliche e miscele di erbe. Fenoli, glicosidi fenolici e composti aromatici volatili come il trans-anetolo, l’estragolo e il fencone sono stati riportati come i principali fitocostituenti di questa specie. Diversi esperimenti farmacologici in un certo numero di modelli in vitro e in vivo hanno dimostrato in modo convincente le capacità antifungine, antibatteriche, antiossidanti, antitrombotiche e epatoprotettive del finocchio, che presta così sostegno alla logica che sta dietro alcuni dei suoi usi terapeutici. I composti fenolici isolati del finocchio sono considerati responsabili della sua attività antiossidante, mentre i composti aromatici volatili lo rendono un…

La Ginestra in Sicilia

ginestra siciliana

Ginestra fimminina – Genista aetnensis Ginestra fimminina è il nome popolare con cui è conosciuta la ginestra tipica dell’area dell’Etna, la Genista aetnensis, appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Pianta endemica della Sardegna e della Sicilia, in particolare dell’area del vulcano Etna, è la pianta pioniera per eccellenza, colonizzatrice delle colate laviche sulle pendici del vulcano anche ad altitudini superiori ai 2000 metri sul livello del mare. La ginestra fimminina è nota per la sua alta adattabilità ai vari tipi di terreno e di clima, basti pensare che è in grado di resistere anche a temperature invernali fino ai -14 °C; inoltre, pur preferendo tipi di terreno sabbiosi o siccitosi, prolifera anche su terreni calcarei e ad esposizione solare sia piena che semi-ombrosa. Dalle dimensioni imponenti, questo arbusto a portamento arboreo può raggiungere un’altezza tra i 5 e gli 8 metri e un’ampiezza di 4-8 metri quando al massimo del suo…

I Narcisi in Sicilia

narciso

Narciso autunnale – Narcissus serotinus L. Il Narciso autunnale è una pianta bulbosa dell’altezza di 30 centimetri circa. All’inizio dell’autunno possiamo osservare questa pianta in campi e cespugli in fiore, spesso accompagnati da altri geofiti fioriti in autunno (Merendera filifolia, Scilla automnalis), ma anche in posti aridi e sassosi. Si trovano generalmente nella zona mediterranea, a Sud della penisola italiana, nelle isole, nell’Arcipelago Toscano, in Lazio, ed in particolar modo nelle zone costiere fino a 900 metri sul livello del mare. Forma fiori con un profumo delicato, con tepali bianchi e una piccola corona gialla al centro. È molto simile, e spesso viene confuso con il Narcissus elegans, che è leggermente più piccolo rispetto al Narciso autunnale. Il Narcissus serotinus ha un bulbo di forma ovoidale, di 3 centimetri di diametro, con tuniche scure che lo ricoprono quasi interamente, fino allo scapo. Le foglie sono molto sottili, giunchiformi e dal…

Il Papavero in Sicilia

papavero siciliano

Papavero comune – Papaver rhoeas Il papavero comune, chiamato anche rosolaccio, è una pianta originaria delle aree del Mediterraneo orientale, da sempre storicamente associata all’agricoltura nel Vecchio Mondo. Pianta annuale ampiamente diffusa in Italia, in zone generalmente erbose, non è raro trovarla a bordo strada o vicino alle ferrovie, tanto da essere classificata come una pianta infestante. Il Papaver Rhoeas – come lo chiamavano Greci e Romani – appartiene alla famiglia delle Papaveracee, che includono all’incirca 450 specie. Il Papavero è generalmente alto 80-90 centimetri ed è caratterizzato da un fusto peloso, che se tagliato causa la fuoriuscita di un liquido bianco. Le foglie sono verdi, così come il bocciolo, mentre il fiore è di colore rosso acceso e presenta spesso dei punti di colore nero al centro. Il fiore, inoltre, è ermafrodita e non ha nettare, prerogativa della famiglia, ma viene comunque impollinato dagli insetti che vengono richiamati dal…

Il Vilucchio in Sicilia

Il vilucchi siciliano

Vilucchio rosso – Convolvulus althaeoides La Convolvulus althaeoides è una pianta perenne peloso-ispida, che può raggiungere una lunghezza di 60 centimetri, originaria del bacino del Mediterraneo, ma che è possibile trovare occasionalmente in altre aree con un clima simile, come per esempio in alcune aree degli Stati Uniti – California – dove è stato introdotto. Appartenente alla famiglia delle Convolvulaceae, cresce spesso in campi incolti, pascoli, sui bordi stradali, in radure, fino a 600 metri sul livello del mare, ma per la sua particolare forma e bellezza viene anche coltivata come rampicante nei giardini. Si tratta di una pianta rampicante, con fiori solitari su lunghi peduncoli. Il fiore è di colore rosa e si presenta a forma di imbuto largo 3 o 4 centimetri; la sera si chiude. Le foglie picciolate, spesso pennate, si dividono in superiori divise in lacinie irregolari ed inferiori da ovali a subtriangolari. Il fiore, solitario…